il mio racconto, 3 gg a Stoccolma

Decido di prolungare le vacanze e approfittando della festa patronale di San Gennaro (sperando che ci sia concessa ancora a lungo) ho organizzato con due amiche un long-weekend a Stoccolma. Partenza sabato mattina ore 6.55 da Roma. Sembrava chissà dove dovessimo andare, controllo passaporti, terminal voli intercontinentali… che succede? All’imbarco ci accoglie una carina hostess in toga bianca e ricami, abito tradizionale etiope. Sconcertate, percorriamo il corridoio dell’aereo tra visi scuri chiaramente africani. Sicuri di andare in Svezia? Sembriamo essere le uniche europee, fatta eccezione per un paio di svedesi quasi albini. Io sono tranquilla, capisco che l’Ethiopian Airlines è partner della compagnia Sas, scandinava. Le mie amiche minacciano di lasciare il veicolo. Perché mai? Boh! Non credo una compagnia che faccia scalo a Roma e che provenga dall’Africa sia meno sicura di una qualsiasi altra. Attentato? Può capitare ovunque e sempre. Aereo in cattive condizioni? Per poter atterrare in Europa deve essere sottoposto a meticolose verifiche ed essere idoneo alle norme della UE.

Tutto fila liscio, dormiamo comode su file vuote. Il viaggio dura 3 h da Roma.
A Stoccolma fa freddo, è settembre, ma paragonabile al mio novembre inoltrato partenopeo. C’è sole e con bus Swebus e metro linea verde arriviamo al nostro hotel Alvik, della catena Scandic. Non sembra male, certo è fuori dal centro città, ma facilmente raggiungibile in metro, pulito, buono il servizio e colazione spaventosamente ricca. Lo consiglio.
Torniamo in città e noleggiamo le biciclette SVD Stockholm City Bike fornendoci una mappa dei punti dove avremmo potuto prendere e lasciare la bici entro le 3 h di utilizzo. Confesso che non è stato affatto facile trovare di volta in volta l’area riservata ai parcheggi: la cartina è indecifrabile, chiedendo informazione nessuno sapeva aiutarci e non c’è un’insegna visibile del point. Ho passato 3 giorni a criticare il servizio, da buona napoletana.

Skansen, sull’isola di Djurgården, è un parco-zoo che si tuffa nel passato. Ci sono casette tipiche, botteghe di un tempo, giardini, orti e animali nordici. Gli edifici sono originali, trasportati da ogni parte della Svezia e poi ricostruiti per dare l’esatta immagine del passato. Le signore che li popolano invece sono “attrici”. Lì ti ci puoi anche sposare: la Chiesa celebra matrimoni e battesimi… che sogno!
Abbiamo cenato in un ristorantino consigliato da una amica locale di mia cugina. La taverna Tranan si raggiunge in metro (t-bana) sino alla fermata Odenplan, è sempre meglio prenotare, noi abbiamo trovato un tavolo alla condizione di liberarlo in 1 h. Non abbiamo avuto fantasia, abbiamo ordinato 3 piatti di salmone con patate e un apple pie con gelato.

Il giorno dopo, stupite e soddisfatte da una colazione super ricca, ci siamo dirette in città per dare un’altra chance alle mitiche SVG. Abbiamo fatto un giro, ma tra mappa, freno, pista ciclabile e direzione ignota abbiamo presto definito l’esperienza poco energizzante. Su Drottninaggatan siamo rimaste incantate davanti ad un fornitissimo negozio vintage “Beyond Retro” con numerosi store in UK. Ci siamo spostate su un’altra isola, Södermalm, e di fianco alla stazione di
Medborgarplatsen abbiamo pranzato in un cafè, molto molto carino. Södermalm ha negozi e boutique di stile ricercato, popolati da ragazzi e persone “interessanti”. Interessante anche il tour “hop-on hop-off boatseeing con tanto di audio guida in italiano e bar per gustare muffin e thè caldo. Si gira in battello tra i canali che circondano la città, tanti ponti e due chiuse.

Ultimo giorno, di già? Diluvia a prima mattina, fortunatamente poi pioviggina. Siamo attrezzate per il freddo, un po’ meno per l’acqua. Arriviamo su Gamla Stan per visitare il Palazzo Reale, ma non ci siamo informate a fondo e così non sappiamo che il lunedì ogni museo a Stoccolma si riposa. Così rinunciamo anche al  museo delle fiabe Junibacken e al Moderna Museet che avremmo voluto visitare. Pranziamo, facciamo un giro tra i maxi H&M della city, visitiamo Östermalms Saluhall, edificio in mattoni che ospita un mercato di prodotti locali e con calma ci dirigiamo all’Arlanda Airport… l’hostess carina dell’Ethiopian è lì che ci accoglie.

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